LA "COSA" BERLUSCONI
“Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia.
Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.
I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L’ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.
Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato.
Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali”.
La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità.
Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c’è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.
Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale dell’Europa e degli europei.
Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?”
Ho voluto trascrivere per intero questo testo di Saramago perchè penso che tutti gli italiani che hanno a cuore le sorti del proprio paese non possano tralasciare di prendere posizione su questa "cosa" che sta corrodendo dalle fondamente il sistema politico italiano. E la colpa, come diceva Petrolini, non è del "cattivo" ma di quelli che ancora non si sono decisi a buttarlo giù. E quelli che non si sono decisi a buttare giù la cosa sono i capi della cosiddetta sinistra che lo hanno impedito con la loro connivenza.
A questo punto tutti gli intellettuali italiani che nella sinistra - intesa come la definizione di questo blog - si riconoscono, non possono più oltre rimandare la loro
discesa in campo, sporcandosi un pò con la politica.
Un abbozzo di programma è stato steso da Micromega. Prendiamolo, svisceriamolo,
modifichiamolo, incremetiamolo, ma arriviamo ad una sintetica definizione che consenta di essere la base di un nuovo movimento politico che soppianti il mai nato Partito Democratico. Pensare di poterlo modificare dall'interno secondo le intenzioni del pur lodevole Ignazio Marino sembra una cosa impossibile dato il ferreo controllo che l'apparato ex PC in mano a D'Alema esercita sul partito.

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